Friday, January 29, 2010

MALEDETTO TOPOLINO


Quando si pensa a Topolino difficilmente lo si immagina come un perfido capitalista interessato solo al guadagno che se ne frega delle vite umane e della qualità del lavoro. Tuttavia negli ultimi anni la Disney, la casa di Topolino appunto, ha fagocitato intere aziende e in alcuni casi le ha fatte chiudere senza tener conto della qualità dei prodotti di queste o dei suoi lavoratori.
E' il mercato bellezza! Lo so, lo so ma se un'azienda funziona perché demolirla fino a chiuderla?
E' il caso della Miramax, casa di produzione di film indipendenti nata 30 anni fa. I fratelli Weinstein, ex padroni della Miramax, hanno scoperto personaggi come Tarantino, Kevin Smith, Steven Soderbergh. La Miramax ha prodotto decine di film di altissima qualità a basso budget (Pulp Fiction non dice niente a nessuno?) e non solo (Gangs of New York e The Aviator) ma da quando è passata alla Disney, nonostante diversi successi, ha cominciato pian piano a sgretolarsi fino ad oggi che verrà chiusa.
Con questo rispetto una grande azienda come la Disney per i grandi prodotti cinematografici che ci ha dato e continuerà a darci ma a tutti gli appassionati di fumetti e di film super eroistici dico solo: la Disney ha comprato la Marvel... toccatevi a pelle perché diciamo la verità: Wolverine e Paperoga nella stessa casa? Ma dai.

Thursday, January 21, 2010

BAARIA: ADDIO AGLI OSCAR. E SPERIAMO CHE SERVA DI LEZIONE


Il "capolavoro" di Tornatore non è nemmeno rientrato nella cinquina per la candidatura come "Miglior film straniero". Prego, giornalisti italiani compiacenti e compiaciuti date il via alle vostre sterili polemiche come avete fatto lo scorso anno per Gomorra. Siate razzisti come l'anno scorso quando avete definito assurdo candidare un film messicano e non Gomorra, come se in Messico non si potessero fare dei bei film. Forza squadroni di Mollica dichiarate il vostro disprezzo per un industria che premia Avatar e snobba il neo neo neo realismo italiano. Avanti esercito di recensori da strapazzo scatenatevi. Urlate la vostra rabbia per la mancata possibilità data a un film mediocre e già visto e rivisto. Perché di questo si tratta Baaria: un condensato di rimpianto per i tempi che furono, glorificazione del folclore meridionale e tanti luoghi comuni messi assieme nella speranza di compiacere il mercato straniero di fronte all'ennesima parodia dell'Italia che fu. Ma quante ne abbiamo fatte? Ormai ne sanno più i giurati dei festival stranieri sul sud Italia di quanto non ne sappiamo noi. Cineasti italiani, iniziate a guardare oltre il vostro ombelico e se proprio volete raccontare ancora l'Italia fatelo con quella di oggi e con la maestria teatrale di Sorrentino ne "Il Divo" un film che di certo avrebbe meritato un candidatura più di Gomorra.

Tuesday, January 19, 2010

I BAGNI MISTERIOSI NEL SENSO DI NASCOSTI



Dopo decenni è stata finalmente restaurata l'opera "I bagni Misteriosi", un gruppo scultoreo regalato a Milano da Giorgio De Chirico e situato nel giardino della Triennale. La notizia è sicuramente buona soprattutto perché, secondo il sottoscritto, Milano scarseggia di sculture di reale valore artistico.
Tuttavia è spiacevole sapere che il gruppo di statue sarà nascosto dentro a una struttura, seppur trasparente. Capisco perfettamente il bisogno di proteggerla visto il materiale delicato con cui è stata realizzata ma perché non creare una struttura ad hoc che permetta a tutti di poter ammirare l'opera senza dover necessariamente entrare in Triennale?
La vista dell'opera sarebbe piacevole e artisticamente interessante anche dal Parco Sempione, così come previsto originariamente. Perché Milano è la città dell'architettura e del design ma non riesce MAI a sfruttare entrambe le cose per se stessa?

Monday, January 18, 2010

UN'OCCASIONE PERSA


E' bello talvolta non fare programmi e decidere li per li, passeggiando una domenica mattina, di visitare una mostra.
Mi è successo ieri quando, attraversando il Castello Sforzesco, vengo attirato da una gigantesca scultura rappresentante Madame Butterfly e decido di visitarne la mostra.
Una mostra organizzata con Ricordi che ha come filo conduttore ovviamente l'opera di Puccini. Forse i melomani si scioglieranno di fronte al libretto dell'opera della prima rappresentazione o per le lettere di Puccini che raccontano il travagliato percorso creativo e produttivo della stessa ma per me rimane una mostra scadente e un'occasione persa.
Le vicende dell'opera di Puccini si svolgono in un Giappone di fine ottocento che sarebbe potuto essere un eccezionale spunto per una mostra di grande respiro invece che una raccolta di cimeli in stile wunderkammer. Perché non toccare minimamente quella che era la cultura giapponese dell'epoca? Perché non confrontare l'idea di Giappone che avevano Puccini e gli artisti occidentali con quello che era veramente? Sarebbe stato di gran lunga più interessante.
Ritengo che i soldi spesi per un momento di cultura non siano mai spesi male, ma talvolta alcune mostre semplicemente non andrebbero fatte perché una sala con quattro spartiti e due costumi appesi (belli i bozzetti per la sartoria scaligera, ma non valgono l'ingresso) sembra francamente una presa in giro.
Spero vivamente che la restaurazione dell'impianto museale del Castello preveda anche una maggior attenzione alle mostre temporanee che verranno scelte.

Friday, January 15, 2010

NOVE100





Fino al 25 aprile si terrà a Parma "Nove100- Arte, fotografia, architettura, moda, design" una mostra dedicata al "Secolo breve" attraverso più di mille opere che toccano appunto tutte le principali esperienze creative.
Una mostra che dovrebbe valere la gita a Parma, gita che si ripagherebbe comunque con una visita alla bella città emiliana e alle sue magnifiche trattorie e ristoranti...

Wednesday, January 13, 2010

COME RICORDARE UN GRAFICO



Come ricordare un grande grafico come Bob Noorda? Allo stesso modo in cui ricorderemmo un grande artista: attraverso le sue opere. Ma le opere di un grafico vivono quotidianamente intorno a noi, ci guidano e in qualche caso ci aiutano a riconoscerci all'interno di una collettività. Per questo sarebbe facile ricordare le opere di Noorda semplicemente rispettandole. Qualche mese fa il Comune di Milano aveva iniziato a modificare la segnaletica e l'allestimento delle stazioni della metropolitana senza tenere conto dell'importanza di un simile gesto e delle conseguenze che avrebbe potuto avere. Una conseguenza su tutte: la polemica. Era prevedibile se pensiamo che quell'allestimento, studiato e realizzato da Noorda e dall'architetto Albini, era così perfetto da venir copiato da città come New York e San Paolo. La polemica ha permesso che Noorda potesse super visionare i lavori. Per questo considero che il modo migliore di onorarlo sia quello di rispettare il suo lavoro, magari mettendoci mano (la grafica, come linguaggio di un tempo è necessariamente mutevole), ma senza snaturare qualcosa che il tempo ha già giudicato come perfetto solo per il desiderio di una irreale modernità.
Facciamo pure mostre su Noorda, magari dedichiamogli un museo della grafica (che Milano meriterebbe) ma soprattutto guardiamo il suo lavoro con critico rispetto e consapevole ammirazione. Certo ciò che un artista produce nella sua carriera non deve per forza piacere a tutti ma nemmeno tutto quello che è capitato nella storia ci piace, eppure rimane comunque storia.

Monday, January 11, 2010

SENZA PAROLE e SENZA IMMAGINI

Sono due mesi che il blog non comunica nulla ai quattro gatti che lo leggono insieme a me che lo scrivo. Chissà se qualcuno si è chiesto perché? Nel caso che qualcuno se lo fosse realmente chiesto(ma non avete proprio nulla da fare?) la risposta è molto semplice: non c'è stato né il tempo né l'occasione sufficientemente interessante per farlo. Il 2010? Boh!